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Rivolgendosi alla pièce di Hugo Le roi s'amuse, Verdi accoglie pienamente le teorie romantiche francesi sull'arte, secondo le quali il vero deve prevalere sul bello e la realtà deve essere rappresentata in tutti i suoi aspetti e senza timore di infrangere le regole convenzionali. In antitesi ai canoni estetici della tradizione classicistica, perciò, Verdi costruisce il dramma intorno a un personaggio difforme e grottesco, in accordo con quella poetica che Hugo realizza sistematicamente nelle sue opere letterarie. È precisamente il grottesco che fornisce l'elemento più efficace del contrasto.
Rigoletto è personaggio complesso e ambivalente: la sua doppia personalità riunisce l'acre malignità, il cinismo di cui fa sfoggio alla corte ducale, e l'affetto tenerissimo che mostra per la figlia, affetto nel quale ritrova la sua natura di uomo, spogliandosi della maschera beffarda del buffone.
All'alienazione del personaggio corrisponde la commistione stilistica del linguaggio drammatico verdiano: in Rigoletto si mescolano lo stile alto della tragedia con i toni medio e basso. Ma la lezione di Hugo agisce su Verdi anche per un altro aspetto almeno: al modello offertogli dal drammaturgo francese, Verdi si adegua fedelmente per conservare tutto l'impatto delle situazioni drammatiche, ottenuto con la forza della sintesi.